Il vetro soffiato

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“Secondo un’antica leggenda, riportata dallo storico romano Plinio, alcuni marinai fenici accesero un fuoco sulla spiaggia per riscaldarsi dopo una tempesta. Improvvisamente si accorsero, con stupore, che dalla sabbia del mare, a contatto con il calore della fiamma, fluiva una sostanza viscida e trasparente, che raffreddandosi solidificava assumendo svariate forme.”

 

I nostri maestri soffiatori hanno saputo portare ai massimi livelli le doti del vetro esaltandone sapientemente la qualità, la stabilità, la brillantezza, la purezza e la trasparenza. La lavorazione da loro effettuata è differente da quella attuata nelle officine di Murano: gli artigiani della F.lli Marchesi partono da un tubo di vetro borosilicato (quest’ultima è una specificità che comporta elevate prestazioni tecniche e adatta alla produzione  di articoli medicali e da laboratorio), che viene scaldato fino a diventare incandescente e reso così  lavorabile attraverso il soffiaggio e la modellatura.

 Il vetro è un prodotto omogeneo e compatto, a elevata trasparenza, costituito prevalentemente da silice e materiali fondenti (ossidi di sodio e potassio). Leggero, impermeabile, resistente e fragile allo stesso tempo è adatto ad assumere una grande varietà di forme. Da oltre tremila anni l’arte della lavorazione del vetro è ancora sogno, immaginazione, mistero da custodire con gelosia. Trasparente visione della vita per uno tra i più preziosi elementi che la natura ha regalato al nostro ingegno. Ma l’attenzione che l’uomo ha prestato al vetro nel corso dei secoli è riconducibile ad una visione quasi mistica e sacra di questo materiale trasparente ed incolore. Il vetro ha da sempre suscitato un tale interesse da essere considerato magico e soprannaturale. 

E come la vita il vetro è sorprendente, malleabile, mille volte trasformabile. Materia che continua a vivere e che può divenire un oggetto puro e delicato … luce! Quella luce che Gesù porta ogni giorno nella nostra vita e che  si può ritrovare nel “nostro Cristo”e nel suo rosario: opere d’arte che attirano le luci intorno a loro e le riflettono, le rimandano  in mille modi diversi, così come noi che riceviamo la luce di Gesù possiamo viverla liberamente, senza costrizioni, ma con il fine ultimo di arrivare a Lui.

La caratteristica più evidente del Cristo in vetro soffiato è che non ha un volto definito, tale  scelta è stata voluta  per far si che ognuno di noi di fronte al Cristo possa vederlo con gli occhi della propria anima. La possibilità di una ricerca interiore, profondamente spirituale che porta a ritrovare dentro di noi il sigillo che  il Padre ha lasciato impresso nella nostra anima fin dalla creazione.

 Questo sigillo, simbolo della nostra appartenenza a Dio, ci permette di  riconoscere colui che ha vinto il male sulla terra e ci  dona  la speranza di superare le difficoltà in questo mondo. 

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